10 maggio 2012
19 ottobre 2008
Temo la parola degli uomini

Ich fürchte
Sie sprechen alles so deutlich aus:
Und dieses heißt Hund und jenes heißt Haus,
und hier ist Beginn und das Ende ist dort.
sie wissen alles, was wird und war;
kein Berg ist ihnen mehr wunderbar;
ihr Garten und Gut grenzt grade an Gott.
Ich will immer warnen und wehren: Bleibt fern.
Die Dinge singen hör ich so gern.
Ihr rührt sie an: sie sind starr und stumm.
Ihr bringt mir alle die Dinge um
Esprimono tutto così palesemente:
E questo si chiama cane e quella si chiama casa,
e qui è l’inizio e la fine è là.
loro sanno tutto, quello che c’era e che sarà;
nessuna montagna gli appare meravigliosa;
il loro giardino ed il loro avere confina dritto con Dio.
Mi piace tanto sentire cantare le cose.
Voi le toccate: diventano rigide e mute.
Voi mi ammazzate tutte le cose
16 ottobre 2008
e me ne andrò - el viaje definitivo

Juan Ramon Jimenez
...E me ne andrò: E resteranno gli uccelli
a cantare:
e resterà l'orto, col suo albero verde,
e col suo pozzo bianco.
Ogni sera il cielo sarà azzurro e placido:
e suoneranno,come questa sera,
le campane del campanile.
Moriranno quelli che mi amarono,
ed il villaggio si rinnoverà ogni anno:
e in quell'angolo del mio orto fiorito e incalcinato,
il mio spirito errerà nostalgico...
E me ne andrò: e sarò solo, senza focolare, senza albero
Verde, senza pozzo bianco,
senza cielo azzurro e placido...
E resteranno gli uccelli a cantare...
| El viaje definitivo |
| Y yo me iré. Y se quedarán los pájaros cantando; y se quedará mi huerto, con su verde árbol, y con su pozo blanco. |
| Todas las tardes, el cielo será azul y plácido; y tocarán, como esta tarde están tocando, las campanas del campanario. |
| Se morirán aquellos que me amaron; y el pueblo se hará nuevo cada a¤o; y en el rincón aquel de mi huerto florido y encalado, mi espíritu errará, nostáljico... |
| Y yo me iré; y estaré solo, sin hogar, sin árbol verde, sin pozo blanco, sin cielo azul y plácido.... Y se quedarán los pájaros cantando. |
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die endgultige Reise

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3 ottobre 2008
SAUDADE, SEHNSUCHT


Ultimamente sono stato male e con nostalgia pensavo e penso tutt'ora alle bellissime corse su e giù per le colline brulle della mia montagna con la mia adoratissima padroncina "Sempre in Viaggio". Questa volta ho visto come e quando se n' é andata via da me.... avevo già notato la valigia pronta e mi ero allarmato perché sapevo che se ne sarebbe andata di nuovo. Le altre volte ad un tratto non c'era più e basta (hanno sempre cercato di distrarmi), ma questa volta l'ho accompagnata al treno in macchina insieme al signorino. Era triste vederla allontanarsi da me, mi giravo in macchina per seguirla con lo sguardo finché non la perdevo di vista, ci guardavamo e vedevo che lei piangeva (mi è parso di vedere qualche lacrima) per giunta in macchina ascoltavamo una musica che già di per se mi faceva morire dalla SEHNSUCHT (una specie di nostalgia straziante)... se riesco ve la faccio sentire, così capirete cosa vuol dire "saudade" (la canzone si intitola proprio così). Non sono passati molti giorni e mi sentivo malissimo, vomitavo tutto il giorno, ero stremato e non capivo il perchè.... La mamma non sapeva più che fare, finchè una principessina mi ha portato dal mio veterinario che mi ha tenuto in osservazione per un giorno ed una notte, facendomi vari esami.... speriamo bene, perché voglio ancora gironzolare e correre come il vento.....
27 settembre 2008
comprendiamo ciò che il vento ha scritto sulla sabbia

Così il nostro cuore è consacrato
con fraterna fedeltà
a tutto ciò che fugge
e scorre,
alla vita,
non a ciò che è saldo e capace di durare.
Presto ci stanca ciò che permane,
rocce di un mondo di stelle e gioielli,
noi anime-bolle-di-vento-e-sapone
sospinte in eterno mutare.
Spose di un tempo, senza durata,
per cui la rugiada su un petalo di rosa,
per cui un battito d'ali d'uccello
il morire di un gioco di nuvole,
scintillio di neve, arcobaleno,
farfalla, già volati via,
per cui lo squillare di una risata,
che nel passare ci sfiora appena,
può voler dire festa o portare dolore.
Amiamo ciò che ci somiglia,
e comprendiamo
ciò che il vento ha scritto
sulla sabbia.
Hermann Hesse da La felicità, versi e pensieri

