2 dicembre 2019

To dwell upon the possibility of illness or disaster is equally poor policy, for you set up negative webs of probabilities that need not occur. You can theoretically alter your own past as YOU have known it, for time is no more something divorced from you than probabilities are.
“The past existed in multitudinous ways. You only experienced one probable past. By changing this past in your mind, now, in your present, you can change not only its nature but its effect, and not only upon yourself but upon others.”
Seth Speaks
Session 566

4 luglio 2018

XII]
Non ho bisogno di tempo
per sapere come sei:
conoscersi è luce improvvisa.
Chi ti potrà conoscere
là dove taci, o nelle
parole con cui taci?
Chi ti cerchi nella vita
che stai vivendo, non sa
di te che allusioni,
pretesti in cui ti nascondi.
E seguirti all’indietro
in ciò che hai fatto, prima,
sommare azione a sorriso,
anni a nomi, sarà
come perderti. Io no.
Ti ho conosciuto nella tempesta.
Ti ho conosciuto, improvvisa,
in quello squarcio brutale
di tenebra e luce,
dove si rivela il fondo
che sfugge al giorno e alla notte.
Ti ho visto, mi hai visto, ed ora,
nuda ormai dell’equivoco,
della storia, del passato,
tu, amazzone sulla folgore,
palpitante di recente
ed inatteso arrivo,
sei così anticamente mia,
da tanto tempo ti conosco,
che nel tuo amore chiudo gli occhi,
e procedo senza errare,
alla cieca, senza chiedere nulla
a quella luce lenta e sicura
con cui si riconoscono lettere
e forme e si fanno conti
e si crede di vedere
chi tu sia, o mia invisibile.
Pedro Salinas
Ah, tu pensavi che anch’io fossi una (Da Anno Domini)

Ah, tu pensavi che anch’io fossi una
che si possa dimenticare
e che si butti, pregando e piangendo,
sotto gli zoccoli di un baio.

O prenda a chiedere alle maghe
radichette nell’acqua incantata,
e ti invii il regalo terribile
di un fazzoletto odoroso e fatale.

Sii maledetto. Non sfiorerò con gemiti
o sguardi l’anima dannata,
ma ti giuro sul paradiso,
sull’icona miracolosa
e sull’ebbrezza delle nostre notti ardenti:
mai più tornerò da te.

1921 Achmatova

Strinsi le mani sotto il velo oscuro... (Da Sera)

Strinsi le mani sotto il velo oscuro...
“Perché oggi sei pallida?”
Perché d’agra tristezza
l’ho abbeverato fino ad ubriacarlo.

Come dimenticare? Uscì vacillando,
sulla bocca una smorfia di dolore...
Corsi senza sfiorare la ringhiera,
corsi dietro di lui fino al portone.

Soffocando, gridai: “E’ stato tutto
uno scherzo. Muoio se te ne vai”.
Lui sorrise calmo, crudele
e mi disse: “Non startene al vento.”

1911 Achmatova

Il miele selvatico sa di libertà (Da Il giunco)

Il miele selvatico sa di libertà,
la polvere del raggio di sole,
la bocca verginale di viola,
e l’oro di nulla.
La reseda sa d’acqua,
e l’amore di mela,
ma noi abbiamo appreso per sempre
che il sangue sa solo di sangue...

Invano il procuratore romano,
tra gridi sinistri della plebe,
lavò davanti al popolo le mani,
e invano la regina di Scozia [nota 1]
tergeva da rossi schizzi
le palme affusolate, nell’afosa
oscurità del palazzo reale...

1933 Achmatova
L'incontro

Al collo un filo di esili grani,
celo le mani nel largo manicotto,
gli occhi guardano distratti
e non piangeranno mai più.

Sembra il volto più pallido
per la seta che tende al lilla,
arriva quasi alle sopracciglia
la mia frangetta non ondulata.

E non somiglia ad un volo
questa lenta andatura, quasi avessi
sotto i piedi una zattera
e non i quadretti del parquet.

La bocca bianca è socchiusa,
ineguale il respiro affannato,
e sul mio petto tremano i fiori
dell'incontro che non c'è stato.

Anna Achmatova
IL SALICE
Io crebbi in un silenzio arabescato,
in un'ariosa stanza del nuovo secolo.
Non mi era cara la voce dell'uomo,
ma comprendevo quella del vento.
Amavo la lappola e l'ortica,
e più di ogni altro un salice d'argento.
Riconoscente, lui visse con me
la vita intera, alitando di sogni
con i rami piangenti la mia insonnia.
Strana cosa, ora gli sopravvivo.
Lì sporge il ceppo, e con voci estranee
parlano di qualcosa gli altri salici
sotto quel cielo, sotto il nostro cielo.
Io taccio... come se fosse morto un fratello.

Anna Andreevna Achmatova (Anna Gorenko)

Jimenez
Io non sono io
Sono colui
che mi cammina accanto senza che io lo veda;
che, a volte, sto per vedere,
e che, a volte, dimentico.
Colui che tace, quieto, quando parlo,
colui che perdona, soave, quando odio,
colui che passeggia là dove non sono,
colui che resterà quando morirò.


Fragmento del poema hora inmensa]
de Juan Ramón Jiménez]

Sólo turban la paz una campana, un pájaro…
Parece que los dos hablan con el ocaso.

Es de oro el silencio. La tarde es de cristales.
Mece los frescos árboles una pureza errante.
Y, más allá de todo, se sueña un río límpido
que atropellando perlas, huye hacia lo infinito…

¡Soledad! ¡Soledad! Todo es claro y callado…
Sólo turban la paz una campana, un pájaro…

El amor vive lejos… Sereno, indiferente,
el corazón es libre. Ni está triste, ni alegre.
Lo distraen colores, brisas, cantos, perfumes…
Nada como en un lago de sentimiento inmune…
Sólo turban la paz una campana, un pájaro…
¡Parece que lo eterno se coje con la mano!

Solo una campana, un passero turbano la pace ..
Sembra che i due parlino con il tramonto.
D’oro è il silenzio. Di cristallo la sera.
Una pura brezza culla i freschi alberi
e al di là di tutto, un limpido fiume
sogna di scorrere verso l’infinito in una cascata di perle..
DIE MAGISCHE SHOW

Was sind wir doch für Zauberer,
machen Dunkelheit zu Licht,
Atome, unsichtbar,
verwandeln wir
ins Welttheater,
ziehen Dinge,
(Menschen und
Kaninchen)
aus geheimen
mikroskopisch kleinen Kästchen,
wandeln Winter in den Sommer,
lassen eine Handvoll Augenblicke
durch di Tür der Zeit verschwinden.

Lang ist’s her,
dass wir die Kunst erlernten,
und heut’ ist sie uns unbewußt;
zu glauben,
wir sei’n nichts als Publikum,
haben wir uns beigebracht.
Ich frage mich deshalb,
wo unsre Lehrzeit stattgefunden.
Wer war der Magier,
der uns zeigte,
wie Realität so leicht erschaffen wird,
dass wir vergaßen, dies Geheimnis
uns selbst mitzuteilen?

Jane Roberts


Today is tomorrow, and present is past.
Nothing exists and everything will last.
There is no beginning, there was no end.
No depth to fall, no height to ascend
There is only this moment, this flicker of light
That illuminates nothing, but oh! So bright!
For we are the spark that flutters in space,
Consuming an eternity of a moment’s grace.
For today is tomorrow and present and past.
Nothing exists and everything will last.”

jane Roberts
Il presagio è quell’ombra che si allunga sul prato,
indice di tramonti
Ad avvertire l’erba sbigottita
Che su lei presto scenderà la notte
1863 Emily Dickinson

30 novembre 2017


Did you hear the wind…?
whispering softly that you don't have time…?
Did you hear the wind in your daily ups and downs, shouting at you with its silence
"don't forget…!"
Do you hear the wind inside and outside you…?
How it travels through your waves, how it rises and sinks the tides, how it sails through your seas, creating eddies through those bits of earth that live inside you…?
Have you let yourself go in its midst, flying softly like a kite, flying high, higher, to become a star…?
Have you turned to dust, dust that turns and turns, rising and falling in different colors…?
If it isn't so, just be silent, quiet for a minute, pour your silence inside you, and it will come there, wherever you are, any place, any time…

Yohualli.....

 
 
Stai ascoltando il vento…?
Mentre  sommessamente sussurra che non hai tempo…?
Stai ascoltando il vento mentre nel via vai del giorno ti grida nel suo silenzio
non  dimenticare…?
Senti il vento dentro e fuori di te…?
Come viaggia attraverso le tue onde, come sale e scende le tue maree, come solca il tuo mare
e crea mulinelli con ciò che della terra vive in te…?
Ti sei lasciato andare nel suo seno, volando dolcemente come una cometa in alto, volando
sempre più in alto per diventare una stella.
Ti sei trasformato in polvere che gira e rigira, salendo e scendendo in diversi colori…?
Se non è così, stai in silenzio, calma la tua mente per un minuto e attraverso il tuo silenzio , verrà da te,
ovunque tu sia, in ogni luogo, in ogni tempo…

Yohualli.....

10 settembre 2016

Calma, bambino mio: qui non c'e' niente.
Tutto e' come lo vedi: il bosco, il fumo,
la fuga dei binari.
Laggiù, da qualche parte, in terre lontane
ci sono un cielo più azzurro, e rose sul muro,
o una palma, o un vento più caldo.
E questo e' tutto.
Nient'altro che la neve, sui rami dell'abete.
Niente da baciare con una calda
bocca che, come tutte, col tempo si raffredda.
Tu dici, figlio mio, che hai un cuore forte,
che peggio che morire e' vivere inutilmente.
Di morte, parli? Non lo senti, lo schifo
della sua veste? Niente fa ribrezzo
come la morte cercata. Impariamo ad amare
le lunghe ore malate dell'esistenza,
gli angusti anni di smania,
quanto i brevi momenti in cui il deserto fiorisce.
Noi donne, noi siamo così vicine alla terra bruna.
Chiediamo al cuculo che cosa aspetta dalla primavera,
gettiamo le braccia intorno al pino spoglio,
cerchiamo nel tramonto segno e consiglio.
Amai un uomo una volta, non credeva a niente..
Venne un giorno freddo con sguardo vuoto,
se ne andò un giorno tristr con oblio sulla fronte.
Se il mio bambino non vive è suo...
Edith Sodergran
La tua nostalgia è un mare che puoi navigare,
la tua nostalgia è un terreno su cui puoi camminare,
perchè te ne stai allora inerte e scorata
fissando il vuoto?
Verrà un mattino con un orizzonte più rosso
di tutti gli altri,
verrà un vento a porgerti la mano:
mettiti in cammino!
 
Edith Sodergran

10 agosto 2016

Ultimo brindisi (Da Il giunco)
Bevo a una casa distrutta,
alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all’inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato.
Anna Achmatova
Dedicato a Pablo, indimenticabile amico a quattro zampe

E quel cuore più non risponderàA N.P.
E quel cuore più non riponderà
Alla mia voce, esultante e afflitto.
Tutto è finito... E il mio canto risuona
Nella notte vuota, ove più tu non sei.
Anna Achmatova

8 agosto 2016

Crepuscoli viola porto in me, dall'origine,
vergini nude, che giocano con centauri galoppanti...
Giorni di sole gialli con magnifici sguardi,
solo i raggi del sole degnamente festeggiano un tenero corpo di donna ...
L'uomo non è venuto, non c'è mai stato, mai ci sarà ...
L'uomo è uno specchio fallace, che la figlia del sole getta furiosa contro
                                         [il fianco della rupe,
l'uomo è una menzogna, che non capiscono i bimbi innocenti,
l'uomo è un frutto marcio, che disdegnano le labbra fiere. 

Sorelle care, venite in alto, su sulle rocce più salde,
siamo tutte guerriere, eroine, amazzoni,
occhi innocenti, fronti di cielo, larve di rosa,
ondate grevi e uccelli smarriti,
siamo i rossi meno attesi e più profondi,
macchie di tigre, corde tese, stelle senza vertigine. 
      
Edith Irene Södergran      



Stelle

Quando viene la notte,
io sto sulla scala e ascolto,
le stelle sciamano in giardino
ed io sto nel buio.
Senti, una stella è caduta risuonando!
Non andare a piedi nudi sull'erba;
il mio giardino è pieno di schegge.

Edith Irene Södergran


Io non sono una donna. Sono una cosa neutra.

Sono un bimbo, un paggio e una decisione ardita,

sono un raggio ridente di sole scarlatto…

Io sono una rete per tutti i pesci voraci,

sono un calice a onore di tutte le donne,

sono un passo verso il caso e la rovina,

sono un salto nella libertà e nel sé…

Io sono il sussurro del sangue nell’orecchio dell’uomo,

sono una febbre dell’anima, nostalgia della carne e rifiuto,

sono una targa d’ingresso a nuovi paradisi.

Io sono una fiamma, che cerca vivace,

sono un’acqua, fonda, ma audace fino al ginocchio,

sono fuoco e acqua in rapporto leale, e senza condizioni.

(Edith Södergran)